
L’utilizzo a lungo termine di inibitori di pompa protonica (PPI) potrebbe essere associato a un aumento del rischio di tumore neuroendocrino del tratto gastrointestinale, indicati come NEN (neoplasie neuroendocrine), secondo un’analisi condotta da Eivind Ness-Jensen della Norwegian University of Science and Technology (Trondheim, Norvegia) e colleghi. Lo studio è parte del Nordic Gastric and Esophageal Tumor Study (NordGETS), ed è stato presentato in occasione della United European Gastroenterology (UEG) Week 2025, a Berlino dal 4 al 7 ottobre 2025.
Le terapie con PPI sono tra le più diffuse a livello globale e vengono impiegate per proteggere la mucosa gastrica in condizioni come la malattia da reflusso gastroesofageo. Tuttavia, l’uso cronico di questi farmaci ha sollevato interrogativi sul possibile ruolo nella promozione di neoplasie gastriche rare ma clinicamente rilevanti, specialmente nei pazienti con gastrite atrofica cronica o pangastrite correlata a Helicobacter pylori, che presentano già un rischio aumentato di tumore gastrico non-cardiale. Come sottolineato da Nathalie Raffier su Medscape.com, diversi studi osservazionali hanno riportato un aumento del rischio di tumore del tratto gastrointestinale tra i consumatori cronici di PPI, ma fino ad ora il legame tra l’esposizione prolungata ai PPI e i NEN gastrici non era stato valutato a livello di popolazione.
Lo studio NordGETS ha incluso registri nazionali di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia per valutare il rischio di NEN del tratto gastrointestinale in adulti trattati a lungo termine con PPI. L’ampia analisi è stata condotta su un arco temporale di 24 anni e ha coinvolto oltre 19.000 pazienti. Nello studio, l’esposizione ai PPI è stata suddivisa in terzili basati sulla dose giornaliera definita (DDD) cumulativa. Dopo un follow-up mediano di 11,8 anni, i soggetti nel terzile più alto di esposizione (>385 DDD cumulativi) hanno mostrato un rischio aumentato di NEN gastrici del 83% rispetto ai non utilizzatori (OR aggiustato 1,83; IC 95% 1,56-2,15), con un rischio più elevato nei pazienti di età inferiore a 65 anni. L’associazione è rimasta significativa anche escludendo pazienti con gastrite atrofica cronica, altri NEN o infezione da H. pylori.
Ness-Jensen, primo autore e relatore all’UEG Week 2025, ha esortato i medici a interpretare i risultati con cautela: “L’incidenza dei NEN gastrici è molto bassa e il rischio assoluto di sviluppare tali tumori rimane basso, anche tra gli utenti di PPI. Questi risultati non dovrebbero mettere in discussione l’uso dei PPI in pazienti con un’indicazione appropriata”.
Gli autori sottolineano come i risultati richiedano un’interpretazione prudente: la frequenza dei NEN gastrici rimane bassa e il rischio assoluto di svilupparli è limitato anche tra gli utilizzatori di PPI. Inoltre, secondo Medscape, permangono alcune limitazioni tra cui l’assenza di misurazioni della gastrina sierica e l’incapacità di tenere conto di ulteriori fattori di rischio non registrati. Si tratta di uno studio osservazionale, ha chiuso Raffier, per questo non è in grado di stabilire un nesso causale ma solo un’associazione statistica.





