Salvatore Petta (Università degli Studi di Palermo), intervistato durante l’annuale Conferenza Monotematica AISF, a Palermo il 24 e 25 settembre, torna sul tema della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) e la sua forma progressiva, la steatoepatite (MASH). Per anni gli unici strumenti disponibili sono stati lo stile di vita e il controllo dei disordini metabolici associati. Ora gli studi registrativi di fase 3 hanno portato all’approvazione condizionata dei primi due farmaci, che appartengono a mondi molto diversi.
Resmetirom, primo della sua classe, è un agonista del recettore beta dell’ormone tiroideo: migliora la fibrosi, risolve l’infiammazione e riduce il colesterolo LDL. Semaglutide, agonista del recettore del GLP-1 già approvato per diabete e obesità, si è dimostrato efficace anche sul danno epatico e ha confermato i suoi effetti metabolici pleiotropici.
La sfida, ora, è tradurre le raccomandazioni nella pratica clinica. Le linee guida indicano come intercettare e indirizzare i pazienti, e a breve saranno disponibili anche indicazioni italiane su chi e come trattare. Servono però network con medici di medicina generale, diabetologi, metabolisti e internisti, per rendere l’invio all’epatologo semplice e tempestivo.





