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Trattamento del disturbo da uso di alcol: nove terapie a confronto

A cura di Fausta Rotondo By 1 Marzo 2024Maggio 2nd, 2024No Comments
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Terapie alcol

Data la rilevanza sociale del disturbo da uso di alcool, un gruppo di ricercatori di diverse università degli Stati Uniti ha condotto una metanalisi, pubblicata su JAMA a novembre 2023, che ha valutato l’efficacia e l’efficacia comparativa di nove terapie farmacologiche utilizzate per questa condizione, di cui tre approvate dall’FDA – acamprosato, disulfiram e naltrexone – e sei comunemente utilizzate off label – baclofen, gabapentin, vareniclina, topiramato, prazosina e ondansetron (1).

L’abuso di alcool è la terza causa di morte negli Stati Uniti, con 145.000 decessi all’anno. Nel 2020 ne erano colpite oltre 28,3 milioni di persone con più di 12 anni di età ma nel 2021, con l’aumento dovuto alla pandemia COVID-19, questo numero è salito a 29,5 milioni. Di questi, solo una bassissima percentuale (0,9%) ha ricevuto una farmacoterapia specifica. In Europa, invece, il disturbo da uso di alcol è causa di circa 1 milione di morti all’anno (1 decesso ogni 10 in ciascun Paese europeo).

Si tratta di una patologia associata a diversi problemi di salute, tra cui ipertensione, malattie cardiache, ictus, deterioramento cognitivo, problemi del sonno, depressione, ansia, neuropatia periferica, gastrite e ulcere gastriche, malattie del fegato, osteoporosi, anemia, disturbi dello spettro fetale e vari tipi di cancro, nonché a tassi più elevati di omicidi, suicidi, incidenti e decessi automobilistici, violenza sessuale, violenza domestica.

Nella metanalisi pubblicata su JAMA sono stati valutati 118 studi clinici, tutti RCT versus placebo o altro farmaco condotti in Europa e negli Stati Uniti. In totale sono stati analizzati i dati relativi a 20.976 partecipanti, con un’età media di 40 anni, una patologia di livello moderato/grave e che avessero effettuato almeno 12 settimane di trattamento.

L’efficacia è stata valutata in base al ritorno all’alcol (qualsiasi consumo di alcol, consumo pesante, percentuale di giorni in cui si beve, di giorni in cui si beve in modo pesante e delle bevande per giorno che si bevono). Outcome secondari erano invece gli incidenti automobilistici, le lesioni, la qualità della vita, le funzioni quotidiane, la mortalità e gli eventi avversi.

Tra i farmaci approvati dalla FDA, la metanalisi ha evidenziato che i dati a sostegno dell’efficacia di disulfiram – che viene utilizzato sin dagli anni ’50 per il trattamento del disturbo da uso di alcol – rispetto al placebo sono limitati, gli studi controllati sono solo quattro e con un esiguo numero di pazienti.

Il naltrexone orale 50 mg/d e l’acamprosato, invece, sono risultati associati a un miglioramento statisticamente significativo, rispetto al placebo, dell’outcome primario di efficacia. L’analisi degli studi di confronto diretto tra naltrexone e acamprosato non ha però mostrato una superiorità di un farmaco sull’altro.

Se la farmacoterapia viene usata in una bassa percentuale di pazienti con disturbo da uso di alcol, non è così per le terapie di supporto psicologico. Infatti, in 100 dei 118 studi analizzati, i pazienti erano inclusi in programmi medici per la riduzione del danno o avevano un supporto psicoterapeutico. Per questo motivo tutti i confronti tra farmaci e placebo sono da intendersi come confronti tra placebo e farmaco più terapia non farmacologica.

Si può quindi concludere che i risultati della metanalisi supportano, insieme con gli interventi psicosociali, l’uso del naltrexone orale a 50 mg/d e dell’acamprosato come terapie di prima linea per il disturbo da uso di alcol.

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Bibliografia

1. M. McPheeters, EA. O’Connor, S. Riley et al. Pharmacotherapy for Alcohol Use Disorder A Systematic Review and Meta-Analysis. JAMA 2023; 330(17): 1653-1665.