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Effetti dei PPI sul microbiota intestinale: nuove evidenze

Redazione By 12 Aprile 2024Maggio 2nd, 2024No Comments
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PPI microbiota

I risultati di uno studio pubblicato di recente su Gut mostrano che la somministrazione di inibitori di pompa protonica (PPI) determina una maggiore presenza di Streptococcus di origine orale a livello del microbiota intestinale. Tale alterazione, tuttavia, sembra essere attenuata dall’uso di un colluttorio (1).

Negli ultimi anni, i PPI sono stati identificati come farmaci in grado di influenzare notevolmente la composizione del microbiota intestinale (2). È stato dimostrato, ad esempio, che i PPI riducono la diversità microbica intestinale e modificano i taxa con un effetto dose-risposta (3,4).

Lo studio pubblicato su Gut – prospettico, randomizzato, non in cieco – è stato condotto presso il West China Hospital della Sichuan University in Cina su volontari adulti reclutati da dicembre 2019 a luglio 2020.

Sono stati inclusi nell’analisi 16 soggetti, otto dei quali assegnati a un trattamento con esomeprazolo 40 mg/die per sette giorni (gruppo PP) e otto a un trattamento con esomeprazolo 40 mg/die per sette giorni associato all’uso di un colluttorio al cloruro di clorexidina dopo ogni pasto.

Sono stati quindi analizzati i campioni di feci e di saliva dei partecipanti mediante sequenziamento dell’RNA ribosomiale 16S e utilizzati dei modelli murini per confermare i risultati in vivo. L’effetto del pH sull’attività di proliferazione dei batteri orali, invece, è stato investigato in vitro.

I risultati hanno messo in evidenza come la presenza di Streptococcus a livello del microbiota intestinale fosse significativamente maggiore dopo l’assunzione di PPI. Analizzando le unità operative tassonomiche (OTU) e le sequenze geniche dei campioni fecali, poi, i ricercatori hanno poi individuato 13 ceppi di Streptococcus aumentati dopo la somministrazione, di cui 12 provenienti dal sito orale e uno dai siti orali/nasali. Significativamente, nei soggetti del gruppo PM l’uso quotidiano di un colluttorio è risultato associato a una minore presenza di Streptococcus a livello del microbiota intestinale (7,42% vs. 14,06%).

“Si ritiene che l’aumento di batteri orali nell’intestino possa essere dovuto all’aumento del pH gastrointestinale – hanno sottolineato gli autori nelle conclusioni dell’articolo su Gut – ma le pubblicazioni precedenti riguardavano studi trasversali o osservazionali e non ci sono dati solidi per provare questa ipotesi. Abbiamo raccolto in modo prospettico campioni dagli stessi soggetti, prima e dopo l’assunzione di inibitori di pompa protonica e abbiamo scoperto che i batteri aumentati nell’intestino dei pazienti avevano origine orale. Modelli animali e studi in vitro hanno supportato questa conclusione”.

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Bibliografia

1. Xiao X, Zhang X, Wang J et al. Proton pump inhibitors alter gut microbiota by promoting oral microbiota translocation: a prospective interventional study. BMJ 2024; doi:10.1136/
gutjnl-2023-330883.
2. Vich Vila A, Collij V, Sanna S, et al. Impact of commonly used drugs on the composition and metabolic function of the gut microbiota. Nat Commun 2020; 11: 362.
3. Jackson MA, Verdi S, Maxan M-E, et al. Gut Microbiota associations with common diseases and prescription medications in a population-based cohort. Nat Commun 2018; 9:2655.
4. Imhann F, Bonder MJ, Vich Vila A, et al. Proton pump inhibitors affect the gut microbiome. Gut 2016; 65:740–8.