Skip to main content

Anche negli adulti è possibile diagnosticare la celiachia senza biopsia?

Redazione By 6 Maggio 2024Maggio 27th, 2024No Comments
News
celiachia biopsia

Sono stati pubblicati su Gastroenterology i risultati di una metanalisi che suggerisce che nei pazienti adulti con livelli di immunoglobulina A–transglutaminasi tissutale di dieci o più volte maggiore rispetto alla norma (IgA-tTG ≥10×ULN) e una probabilità pre-test moderata o alta di malattia celiaca è possibile effettuare una diagnosi di celiachia senza effettuare endoscopia invasiva e biopsia duodenale (1).

Attualmente, infatti, la diagnosi di celiachia negli adulti coinvolge un processo in due fasi: la rilevazione degli anticorpi anti-transglutaminasi tissutali e/o degli anticorpi anti-endomisio nel sangue e, in seguito, la conferma mediante endoscopia e biopsia duodenale.

Tuttavia, a causa della sempre maggiore accuratezza dei test sierologici, le linee guida per la diagnosi della malattia celiaca nella popolazione pediatrica hanno adottato un approccio senza biopsia, secondo cui è possibile effettuare direttamente la diagnosi in bambini con livelli di IgA-tTG ≥10×ULN e positività agli anticorpi endomisiali. L’impiego di questo approccio nella popolazione adulta è però dibattuto.

I ricercatori hanno quindi effettuato una metanalisi degli studi che riportavano la sensibilità e la specificità delle IgA-tTG ≥10×ULN rispetto alle biopsie duodenali (Marsh ≥2) in adulti con sospetto di malattia celiaca, selezionando quelli disponibili su MEDLINE, EMBASE, Cochrane Library e Web of Science da gennaio 1998 a ottobre 2023.

In totale sono stati inclusi 18 studi per un totale di 12.103 partecipanti provenienti da 15 Paesi. La prevalenza di celiachia confermata con biopsia negli studi analizzati è risultata pari al 62% (IC al 95%, 40%–83%). La proporzione di pazienti con IgA-tTG ≥10×ULN, invece, era del 32% (IC al 95%, 24%–40%). La sensibilità delle IgA-tTG ≥10×ULN è risultata del 51% (IC al 95%, 42%–60%) e la specificità del 100% (IC al 95%, 98%–100%). Il valore predittivo positivo dell’approccio senza biopsia per identificare pazienti con malattia celiaca è risultato pari al 65%, all’88%, al 95% e al 99% se la prevalenza della celiachia era pari, rispettivamente, all’1%, al 4%, al 10% e al 40%.

Il valore predittivo dell’approccio senza biopsia è risultato quindi variabile in base alla prevalenza della malattia celiaca nella popolazione studiata. Secondo gli autori, questo approccio potrebbe però “portare a tempi diagnostici più brevi, a un aumento della soddisfazione del paziente e a una riduzione dei costi sanitari. Studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla valutazione dell’accuratezza dell’approccio senza biopsia in pazienti con una bassa probabilità pre-test di malattia celiaca in contesti di cure primarie, attenendosi alle linee guida di reporting per ridurre al minimo il rischio di bias”.

Vai all’articolo originale
Bibliografia

1. Shiha MG, Nandi N, Raju SA, et al. Accuracy of the No-Biopsy Approach for the Diagnosis of Celiac Disease in Adults: A Systematic Review and Meta-Analysis. Gastroenterology 2024; 166(4): 620-630.