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ESMO GI 2024: focus sui tumori gastrointestinali a insorgenza precoce

Redazione By 26 Giugno 2024No Comments
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tumori a insorgenza precoce

I tumori gastrointestinali a insorgenza precoce, quelli che si verificano in persone di età inferiore ai 50 anni, saranno uno degli argomenti caldi di ESMO GI 2024, il congresso dell’European Society for Medical Oncology (ESMO) dedicato a queste patologie oncologiche, in programma dal 26 al 29 giugno a Monaco (Germania). Diverse evidenze mostrano infatti che l’incidenza di questi tumori è in aumento nei Paesi ad alto reddito. Attualmente, come scrive il presidente dell’ESMO Andrés Cervantes in una nota pubblicata oggi, “la ricerca sta andando avanti per comprendere le cause e informare sulla prevenzione e la gestione di questi giovani pazienti”.

Uno studio condotto presso due centri a Creta e a Cipro, i cui risultati saranno presentati a Monaco, ha rilevato che le caratteristiche cliniche e molecolari del cancro colorettale sono tendenzialmente simili tra i gruppi di pazienti di diverse età, mentre ci sono delle differenze per quanto riguarda la localizzazione del tumore e il grado di ereditarietà. Inoltre, il carcinoma colorettale a insorgenza precoce viene diagnosticato in media a uno stadio più avanzato, probabimente per la scarsa attenzione data dai pazienti più giovani ai sintomi rilevanti. Secondo i risultati di un altro studio, infine, in ambito metastatico i pazienti di età inferiore ai 50 anni vanno incontro a una prognosi peggiore rispetto ai loro omologhi più anziani.

Anche il carcinoma pancreatico a insorgenza precoce sembra essere associato a una malattia più aggressiva, come suggerisce un’analisi condotta in Tunisia. In questo studio, i pazienti di età inferiore a 45 anni sono risultati associati a tassi più bassi di interventi chirurgici risolutivi e tassi più alti di recidiva dopo l’intervento chirurgico. Al contrario, i pazienti diagnosticati con cancro delle vie biliari entro i 50 anni possono avere una prognosi leggermente migliore in ambito metastatico rispetto ai pazienti più anziani, con maggiori opportunità di ricevere terapie personalizzate.

In generale, poi, la gestione clinica dei pazienti più giovani è ulteriormente complicata da problemi psicosociali relativi alla riabilitazione, al ritorno al lavoro dopo il completamento del trattamento e a difficoltà legate alla lungo-sopravvivenza. “Le conoscenze attuali – scrive Cervantes – forniscono una forte giustificazione per cambiamenti immediati nella pratica, come l’abbassamento dell’età di inizio dei programmi di screening del cancro colorettale e l’offerta di test genetici germinali a tutti i pazienti diagnosticati prima dei 50 anni, seguiti da consulenza genetica per loro e i loro familiari, se appropriato”.

Infine, la ricerca epidemiologica dovrebbe mirare a definire più precisamente i fattori di rischio per i tumori gastrointestinali a insorgenza precoce. Tendenze simili tra i Paesi sviluppati suggeriscono infatti l’esistenza di cause ambientali e legate allo stile di vita, le quali potrebbero essere oggetto di future strategie di prevenzione. La dieta occidentale, la scarsa attività fisica, l’obesità, l’alcolismo, il consumo di tabacco e l’uso di antibiotici sono stati tutti proposti come contributori ai cambiamenti nel microbiota intestinale e all’infiammazione intestinale, ma il loro impatto deve ancora essere definito.