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Carcinoma colorettale: trapianto di fegato più chemioterapia per le metastasi epatiche

A cura di Fabio Ambrosino By 27 Giugno 2024No Comments
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Carcinoma colorettale trapianto fegato

La combinazione di trapianto di fegato e chemioterapia prolunga la sopravvivenza nei pazienti con metastasi epatiche da carcinoma colorettale non resecabili. Sono stati presentati all’ESMO Gastrointestinal Cancers Congress 2024 (ESMO GI 2024), in corso dal 26 al 29 giugno a Monaco, i risultati aggiornati dello studio randomizzato TRANSMET, da cui è emerso che la combinazione dei due approcci terapeutici in pazienti altamente selezionati permette di quadruplicare il tasso di sopravvivenza globale a 5 anni rispetto alla sola chemioterapia.

Oltre alla definitiva non resecabilità, valutata da un comitato di esperti indipendenti, i criteri di inclusione dello studio erano i seguenti:

  • precedente resezione del tumore primario;
  • presenza di metastasi strettamente confinate al fegato;
  • malattia BRAF wild-type;
  • risposta a un massimo di tre linee di chemioterapia (durata ≥3 mesi).

In un’analisi intention-to-treat condotta su 94 pazienti, il tasso di sopravvivenza globale a 5 anni è risultato pari al 57% nel gruppo sottoposto a chemioterapia e trapianto di fegato e al 13% nel gruppo sottoposto alla sola chemioterapia (HR 0,37; CI 95% 0,21–0,65; p=0,0003). Nell’analisi per protocol invece, condotta su 74 pazienti, i tassi di sopravvivenza globale a 5 anni sono stati rispettivamente del 73% e del 9% (HR 0,16; CI 95% 0,07–0,33; p<0,0001). La sopravvivenza mediana libera da progressione, infine, è risultata rispettivamente di 17,4 mesi e 6,4 mesi (HR 0,34; CI 95% 0,20–0,58; p<0,0001).

Il 74% dei pazienti (n=28) sottoposti al trattamento combinato con chemioterapia e trapianto di fegato sono poi andati incontro a una recidiva, con 13 di questi trattati con chirurgia o ablazione locale. In totale, 15 pazienti in questo braccio di trattamento sono risultati liberi da malattia.

“I dati sulle recidive sono particolarmente interessanti”, ha commentato Volker Heinemann del Munich Comprehensive Cancer Center di Monaco. “La sopravvivenza notevolmente più lunga nel braccio chemioterapia più trapianto di fegato è stata raggiunta nonostante tre quarti dei pazienti abbia avuto una recidiva della malattia. Questo evidenzia che il fegato è il sito metastatico più importante per quanto riguarda la sopravvivenza globale e che la rimozione delle metastasi epatiche può fornire un enorme beneficio in termini di sopravvivenza, indipendentemente dalla cura”.