Linee guida italiane per la malattia da reflusso gastroesofageo: focus su sintomi, trattamenti e personalizzazione

Redazione By 2 Settembre 2025Settembre 4th, 2025No Comments
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GERD linee guida

Pubblicate su Digestive and Liver Disease le nuove linee guida italiane per la diagnosi e il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), frutto del lavoro congiunto delle società SIGE, SINGEM, AIGO, SIED e SIMG e coordinato da Edoardo Savarino (Azienda Ospedale-Università di Padova).

Il documento di consenso supporta una strategia diagnostica basata sui sintomi per la GERD, con attenzione all’esclusione di segnali d’allarme e fattori di rischio multipli per esofago di Barrett o esofagite eosinofila (EoE), nonché alla diagnosi differenziale nei casi di pazienti con sintomi extra-esofagei. Le linee guida hanno raccomandato l’esofagogastroduodenoscopia (EGD) nei pazienti con segni d’allarme o non responsivi al trattamento con inibitori di pompa protonica (PPI). La pH-metria esofagea o la pH-impedenziometria esofagea sono invece indicate nei pazienti con sintomi da reflusso non responsivi alla terapia medica, in presenza di sintomi extra-esofagei, prima di procedure endoscopiche o chirurgiche antireflusso in soggetti refrattari ai PPI.

Dal punto di vista diagnostico, le linee guida supportano un approccio sintomo-guidato nei pazienti con pirosi e rigurgito tipici, in assenza di segni d’allarme. In questi casi, è raccomandata una prova empirica con inibitori di pompa protonica (PPI) per 4-8 settimane. L’endoscopia è indicata nei pazienti non responsivi o con fattori di rischio per esofagite complicata o esofago di Barrett. Per i sintomi refrattari, viene consigliato l’utilizzo di pH-impedenziometria, anche in corso di trattamento con PPI, al fine di differenziare tra GERD, ipersensibilità viscerale e disturbi funzionali.

Le raccomandazioni terapeutiche hanno confermato il ruolo centrale dei PPI come prima linea per GERD erosiva e non erosiva, suggerendo una personalizzazione del dosaggio e della durata in base alla risposta clinica. Nei pazienti con sintomi notturni persistenti, è proposta l’associazione con H2-antagonisti serali. In soggetti selezionati con ritardato svuotamento gastrico, i procinetici possono essere considerati. Inoltre, viene riconosciuto il ruolo degli inibitori acidi di nuova generazione (P-CABs) e degli alginati. La chirurgia anti-reflusso è raccomandata solo in pazienti con GERD confermata e controindicazione o rifiuto alla terapia medica continuativa.

Quese linee guida hanno sottolienato l’importanza di rivalutare periodicamente l’indicazione a terapie a lungo termine con PPI, bilanciando efficacia e sicurezza. È stato inoltre promosso l’utilizzo di questionari validati per la valutazione del controllo sintomatologico e della qualità di vita. Infine, gli autori hanno raccomandato prudenza nell’attribuire sintomi extra-esofagei alla GERD in assenza di evidenze strumentali, privilegiando un approccio differenziale.

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Bibliografia

1. Savarino EV, Barberio B, Scarpignato C, et al. Italian guidelines for the diagnosis and management of gastro‑esophageal reflux disease: Joint consensus from the Italian Societies of: Gastroenterology and Endoscopy (SIGE), Neurogastroenterology and Motility (SINGEM), Hospital Gastroenterologists and Endoscopists (AIGO), Digestive Endoscopy (SIED), and General Medicine (SIMG). Dig Liver Dis 2025;57(8):1550‑1577.